L’ho scoperto nella nostra nuova cucina: ma di cosa si tratta?

Ciò che rende questa scoperta così toccante non è la risposta (che, tra l’altro, ancora non abbiamo), ma il viaggio intrapreso per cercarla. Gli scambi, le supposizioni, i ricordi evocati… Come una caccia al tesoro attraverso i secoli, una conversazione che rimbalza di cucina in cucina, di ricordo in ricordo.

In un mondo in cui tutto si muove velocemente, dove buttiamo via più di quanto conserviamo, imbattersi in un oggetto tanto ordinario quanto intrigante può essere un invito a rallentare. A osservare. A chiedersi da dove venga, chi lo abbia usato e perché sia ​​ancora qui oggi.

Un enigma senza fine… e va benissimo così.
E se, in definitiva, la cosa più bella di questa storia fosse proprio il fatto che non ha una fine? Che questa griglia rimanga un mistero, un aneddoto da condividere alle cene, un ammiccamento del passato scivolato nel presente? Come una madeleine proustiana di metallo, ci ricorda che gli oggetti, a volte, hanno più di una semplice funzione. Semplicemente ci collegano.